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Il linguaggio dei bambini e le possibili fragilità
Un importante webinar dedicato alla sensibilizzazione sul disturbo primario del linguaggio nella Giornata Mondiale di Sensibilizzazione sul tema.
Un problema che riguarda ancora tante bambine e tanti bambini. L'iniziativa, organizzata magistralmente
da Silvia Piazzalunga, ha visto la partecipazione di oltre 400 professionisti, confermando una crescita
costante dell'interesse su questo tema così delicato.
Obiettivi del webinar
L'evento si concentra su:
- Divulgazione e sensibilizzazione sul disturbo primario del linguaggio
- Prevenzione del disturbo
- Interventi nei diversi contesti di vita del bambino
- Visione integrata tra diverse figure professionali
Organizzatori e collaborazioni
Il webinar è frutto della collaborazione tra:
- CLASTA (Presidente: Mirko Fasolo)
- FLI - Federazione Logopedisti Italiani (Tiziana Rossetto)
- UPA
Come sottolineato dai presidenti, la creazione di una rete tra diversi enti e associazioni è fondamentale per affrontare i disturbi e i ritardi del linguaggio attraverso una visione da diversi punti di vista.
Figure professionali coinvolte
Il webinar coinvolge diverse professionalità che operano nei contesti di vita del bambino:
- Pediatri
- Logopedisti
- Psicologi
- Educatori
LO SVILUPPO DEL LINGUAGGIO NEI PRIMI ANNI DI VITA
Quando nasce il linguaggio?
Come affermava Laura D'Odorico, il processo di acquisizione del linguaggio inizia quando è possibile la sua percezione, quando cioè inizia l'esposizione alla lingua parlata dalla comunità linguistica in cui il bambino nasce e cresce.
"Il linguaggio non è solo utilizzare le parole, il linguaggio è imparare a sentire, imparare ad ascoltare, imparare a comunicare."
Le tappe fondamentali dello sviluppo linguistico
1. La percezione prenatale
Al secondo trimestre di gravidanza, il feto inizia a:
- Sentire i suoni
- Percepire la voce della madre
- Distinguere la voce materna da altre voci
- Distinguere la propria lingua da altre lingue
2. La comprensione (circa 8 mesi)
Verso gli otto mesi il bambino inizia a comprendere il significato delle prime parole, associando un significato a quelle parole che caratterizzano il suo contesto quotidiano (mamma, papà, cane, mela, ecc.).
3. La comunicazione dalla nascita
La comunicazione è presente fin dalla nascita, inizialmente in modo non intenzionale. Il bambino comunica attraverso:
- Il pianto - con caratteristiche diverse a seconda delle necessità (fame, dolore, bisogno di conforto)
- Lo sguardo - guardando i genitori, sorridendo
- Le prime vocalizzazioni - giochi vocali per attirare l'attenzione
4. La lallazione (6-7 mesi)
A partire dai 6-7 mesi, i suoni prodotti dal bambino diventano simili ai suoni presenti nelle parole (fa-fa, ma-ma). Questo esercizio vocale aiuta il bambino a:
- Prendere consapevolezza dei suoni della propria lingua
- Migliorare la capacità di produzione vocale
- Aumentare la complessità dei suoni prodotti
5. I gesti comunicativi (circa 12 mesi)
I gesti comunicativi compaiono verso l'anno di vita, più o meno quando compaiono le prime parole. Presentano grande variabilità individuale sia nella frequenza che nell'età di comparsa.
Ruolo dei gesti:
- Sostituire le parole - esempio: mano sulla testa per indicare "cappello"
- Rinforzare le parole - esempio: indicare + dire "bimba"
Il gesto dell'indicare (12-13 mesi):
Il gesto di indicazione è il più importante dal punto di vista dello sviluppo linguistico. Il bambino usa il dito indice per diverse funzioni comunicative, tra cui richiedere qualcosa.
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Riconoscimenti internazionali
RADLD (Royal College of Speech and Language Therapists - Regno Unito), l'organizzazione che promuove maggiormente questa tematica nel Regno Unito, si congratula con l'Italia per essere il paese in Europa dove questo tema è particolarmente sentito e promosso.
Un evento che fa la differenza
La partecipazione di oltre 400 professionisti dimostra quanto sia sentito il tema del disturbo primario del linguaggio e quanto sia importante continuare con iniziative di formazione, sensibilizzazione e creazione di reti collaborative tra diverse figure professionali.
Questo disturbo incide significativamente sulla qualità della vita delle persone, e solo attraverso una visione integrata e multidisciplinare è possibile offrire il supporto più adeguato a bambine e bambini che ne sono affetti.
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